Eravamo quattro amici al bar

Eravamo quattro amici al bar
che volevano cambiare il mondo
destinati a qualche cosa in piu’
che a una donna ed un impiego in banca
si parlava con profondita’
di anarchia e poi di liberta’
tra un bicchier di coca ed un caffe’
tiravi fuori i tuoi perche’ e
proponevi i tuoi faro’

ma che colore ha…..?

Sogno al mio risveglio di trovarti accanto

Intatta con le stesse mutandine rosa

Non più bandiera di un vivissimo tormento

Ma solo l’ornamento di una bella sposa

(Mogol Battisti, Una giornata uggiosa 1980)

L’ultima luna

La settima luna
era quella del luna-park
lo scimmione si aggirava
dalla giostra al bar
mentre l’angelo di Dio bestemmiava
facendo sforzi di petto
grandi muscoli e poca carne
povero angelo benedetto.

La sesta luna
era il cuore di un disgraziato
che, maledetto il giorno che era nato,
ma rideva sempre
da anni non vedeva le lenzuola
con le mani sporche di carbone
toccava il culo a una signora
e rideva e toccava
sembrava lui il padrone.

La quinta luna
fece paura a tutti
era la testa di un signore
che con la morte vicino giocava a biliardino
era grande ed elegante
né giovane né vecchio
forse malato
sicuramente era malato
perché perdeva sangue da un orecchio.

La quarta luna
era una fila di prigionieri
che camminando
seguivano le rotaie del treno
avevano i piedi insanguinati
e le mani senza guanti
ma non preoccupatevi
il cielo è sereno
oggi non ce ne sono più tanti.

La terza luna uscirono tutti per guardarla
era così grande
che più di uno pensò al Padre Eterno
sospesero i giochi e si spensero le luci
cominciò l’inferno
la gente corse a casa perché per quella notte
ritornò l’inverno.

La seconda luna
portò la disperazione tra gli zingari
qualcuno addirittura si amputò un dito
andarono in banca a fare qualche operazione
ma che confusione
la maggior parte prese cani e figli
e corse alla stazione.

L’ultima luna
la vide solo un bimbo appena nato,
aveva occhi tondi e neri e fondi
e non piangeva
con grandi ali prese la luna tra le mani
e volò via e volò via
era l’uomo di domani l’uomo di domani.

 

(Lucio Dalla, 04/03/1943 – 01/03/2012)